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Cenni storici Santa Maria dei Martiri


Il canonico Domenicoantonio Ronsini nei suoi Cenni Storici sul Comune di Rofrano,srive:" Santa Maria dei Martiri appartiene alla Beneficenza, da cui fu rimodernata nel secolo scorso, come dice l'iscrizione sulla porta principale " EX ANTIQUA AD MODERNAM REDACTA EST FORMAN NOTARIO ROSARIO IOCA RECTORE A.D.1748".Ha una sola navata non sufficiente al popolo: il disegno è bello, come i lavori a stucco nelle mura, nella volta finta, e nella facciata.
L'organo è della scuola Carelli con Orchestra e fregi di oro zecchino. Ha 5 altari e il Maggiore e di marmo, acui soprasta una bene architettura nicchia similmente di marmo, che racchiude il simulacro della Titolare ed una graziosa statua della concezione.Il campanile con Orologio aveva una cupola archittetonica coperta di mattoni impatinati di vario colore.Colpita anni orsono dal fulmine aveva bisogno di lieve restauro.Si giudicò meglio smantellarla con doppia spesa. Ebbe contiguo un nosocomio ed una pej projetti, pietose istituzioni sconficcate dalla tristizia dei tempi.
La Chiesa di Santa Maria dei MArtiri fu dunque ricostruita nella sua forma attuale nel 1748, partendo da una chiesa preesistente, alla fine del 1800 per il crollo del soffitto a volta con cannucce, decorato con stucchi pregevoli, questo fu rifatto in forma piana utilizzando tavole di abete, inchiodate a travi di legno che facevano da sostegno.
Il campanile aveva una cupola coperta con mattoni impatinati di vario colore che fu rovinata da un fulmine, per cui fu demolita e vi fu installato un orologio, che suonava le ore e le mezz'ore (macchinario custodito da Saggiomo Antonio); "mattoni impatinati" sono attualmente vicino alla torre e formano la meridiana (orologio solare).
La "BENEFICENZA", o "CONGREGA DI CARITA'"era una pia istituzione, dotata di un propio statuto ed alle dipendenze dell'autorità ecclesiastica.
Aveva finalità di culto e di assistenza sociale ai più poveri. Durante le funzioni di culto i soci indossavano una propia divisa (camice, cingolo, mozzetta, medaglione e cappuccio), e così vestiti si riunivano nella Chiesa di Santa Maria dei Martiri per recitare l'UFFICIO DIVINO, oppure accompagnavano le processioni, in particolare quella del Corpus Domini o si recavano a somministrare il Viatico ai soci moribondi, opprue accompagnavano i soci defunti durante la celebrazione delle Esequie.Essi inoltre eleggevano il "Procuratore dei Beni dell'ospedale si Santa Maria dei MArtiri" come risulta da un documento del 1748.
L'impegno sociale, utilizzando le entrate provenienti dai cespiti (terreni e case) e delle quote versate dai soci annualmente, consisteva nel mantenere il nosocomio o ospedale o ospizio attiguo alla chiesa e dove si dava un pasto ai poveri.Col tempo, "tali pietose istituzioni furono sconficcate dalla tristizia dei tempi" come afferma il Ronsini ed infatti gia sul finire dell'ottocento l'ospedale era diventato propietà privata.