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Proverbi Rofranesi sulla Religione

 

dal bolletino parrocchiale del 1985 edito da don Pasquale Allegro

Uno fra i tanti argomenti che hanno interssato i proverbi Rofranesi è quello religioso.La religione è un fatto universale . E' possibile - scrisse Plutarco - città prive di mura, di lettere, di leggi, di palazzi, ma nessuno vide mai città senza templi e senza dei. Bisogna subito dire che non tutti i proverbi rofranesi sono conformi al Vangelo e alla dottrina Cattolica; però la maggior parte di essi sono conformi a tale dottrina e sono assai interessanti . Essi, in generale, invitano, ad avere fiducia in Dio e a fare la sua sempre adorabile volontà.

don Pasquale Allegro

Proverbi raccolti da Padre Mariano Grosso Subiaco - Luglio 1985

 

1. Li mali uiràti li uira Dio.

Questo primo proverbio vuole invitare coloro che soffrono qualche malattia ( e non sono assisti bene) o la povertà o si trovano in qualche difficoltà ( e non sono aiutati) ad avere fiducia nella Divina Provvidenza.

2. Va' cu Diu, ca Diu t'aiùta.

Vai con Dio e Dio ti aiuterà, cioè agisci secondo Dio e di ti aiuterà.

3.Diu viri e pruvviri

Dio vede e provvede.

4.Mali nu fà e paura nu' avi.

Male non fare e non avere paura. ( del giudizio di Dio ).

5.Fa mali e pènsaci, fa beni beni e scòrdati

Pensa al male che hai fatto e dimentica (invece) il bene che hai fatto.

6.Diu ti chiuri na porta, ma ti apri na finestra.

Dio ti chiude una porta, ma ti apre una finestra, cioè Dio ti priva di un bene per dartene un altro.

7.Chi voli lu mali ri l'ati, lu sua lu teni arrètu al porta.

Chi vuole il male degli altri, ricordi che il suo c'è l'ha dietro la porta.

8.Quannu chiovi, Diu lu boli.

Quando piove, Dio lo vuole.

9.Piccàti e dièbit: chi li teni si li paa.

Peccati e debiti: chi c'è l'ha dovrà scontarli e pagarli.

10.A la vuluntà ri Diu nun si poti nè aggiungi nè livà.

Alla volontà di Dio niente si può aggiungere e niente togliere.

11.Anime a Diu e genti a lu re.

Anime a Dio e genti al re.

12.Chi voli hraziì (ra Diu) n'edda ì cu pressa.

Chi vuole ricevere grazie (da Dio) non deve andare di fretta, cioè deve saper attendere.

13.La cumpagnia la amàu Diu.

La buona compagnia è amata da Dio.

14.La fatia ri la festa si la mangia la timpesta.

La fatica della festa se la mangia la tempesta, cioè il lavoro festivo andrà perudto.

15.Tannu lu cielu si lamènta: quando tradisci lu pròpiu sangu.

Allora il Cileo ( Dio ) si lamenta: quando tradisci il propio sangue, cioè i propi familiari.

16.Va cu Diu ca la Marònna t'accumpagna.

Vai con Dio e la Madonna ti accompagnerà, cioè cerca di essere buono e la Madonna ti aiuterà ad esserlo.

17.Unu Diu e cièntu cristiani.

Un solo Dio e cento persone.

18.Chi teni la cuscienza pulìta, nu temi si lu bussanu a mezzanòtti.

 Chi tiene la coscenza pulita, no teme nulla anche se sente bussare (alla sua porta) a mezzanotte.

19.Chi mangia sulu s'affoca.

Chi mangia solo muore affogato, cioè l'avaro farà una brutta morte.

20.Chi ni faci beni si nni trova.

Chi fa del bene, ne troverà.

21.Lu buonu vinci e lu tristi no.

La bontà vince, la cattiveria no, cioè con le buone maniere si riesce a convincere gli altri, ma con le cattive non si ottiene di buono.

22.Cu lu buònu 'nci cacci quarcosa, cu lu tristu nun'ci cacci niènti.

Con la bontà otterai qualcosa, con la cattiveria non otterrai niente (di buono).

23.Chi rai e po' arrobba, vai a l'umpièrnu 'ncatinatu.

Chi da delle cose e poi le toglie a chi le ha date andrà incatenato all'inferno.

24.Pacci e picciriddi Diu l'aiuta.

Pazzi e bambini sono aiutati da Dio.

25.Li manu ch'era taglià, l'era vasa.

Le mani che vorresti tagliare, devi, invece, baciarle.

26.L'ùrtima a muri è la spiranza.

L'ultima a morire e la speranza.

27.La risgrazia ti veni a grazia.

La disgrazia apporta (anche) delle grazie.

28.Lu buonuvai addùvi a l'atu buònu.

Il bene fa trovare altro bene.

29.Anima tinta cuscienza lisa.

Anima macchiata, coscienza ferita, cioè quandol'anima è macchiata dal peccato, la coscienza ci rimprovera.

30.E' megliu a ubbirì c'à santificà

E' meglio ubbidire (ai leggitimi superiori) che fare un'opera buona.

31.La furia ri la sira l'era stipà pi la matina.

La collera della sera devi conservarla per la mattina, cioè la collera della sera devi frenarla, così la mattina sarà svanita.

32.Chiddu chi rai, nun ti manca.

Quello che doni, non ti mancherà, cioè ti sarà ricambiato.

33.Quanna ti scumpiri, Diu pruvìri.

Quando ti scoraggi, Dio provvederà, cioè quando sei tentato di scoraggiarti e ti rivolgi a Dio, Egli ti aiuterà.

34.Chi taglia pani, vai m'paravisu.

Chi taglia pane, va in paradiso, cioè chi pratica l'elemonisa va in paradiso.

35.Giesù Cristu castiha li soi.

Gesù fa soffrire i "suoi", cioè coloro che ama in modo speciale.